Seminario Acireale

Descrizione

Se cerchiamo la santità che è gradita agli occhi di Dio troviamo nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo una regola di comportamento in base alla quale saremo giudicati: ” ho avuto fame e mi avete dato da mangiare ho avuto sete e mi avete dato da bere ero straniero e mi avete accolto nudo e mi avete vestito malato e mi avete visitato ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (n. 95). Coloro, poi, che ci insultano perché adoriamo un Signore crocifisso, quanto più si ritengono sapienti tanto più irrimediabilmente e disperatamente sono insipienti. Né capiscono affatto quel che noi crediamo o diciamo. Poiché non affermiamo che in Cristo è morto ciò che era Dio, bensì quel che era uomo. Infatti se un uomo qualsiasi muore, ciò in cui è essenzialmente uomo, ovvero quel che lo distingue dalla bestia, il fatto d’avere l’intelligenza, il fatto di discernere l’umano e il divino, il temporale e l’eterno, il vero e il falso, cioè la sua anima razionale, questa non patisce la morte con il proprio corpo, ma alla sua morte lo abbandona da viva e, nondimeno, si dice: è morto un uomo. Così pure, quando è morto Cristo, non è morta la sua divinità presente nell’uomo Gesù. Gloriamoci dunque anche noi nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.

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